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Il
pubblico dei
Tùatha Dé Danann
è da tempo
abituato a sortite
di indubbia originalità,
da parte di un gruppo
protagonista di
concerti ed eventi
spesso singolari.
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In
cinque anni di attività tre incisioni, oltre 150 concerti
in tutta Italia,
Primi Classificati al Concorso I Big di TorinoSette 98
(Cat. Folk)
ed infine la presentazione del CD DUANA
a 3.500 m di quota
alla Terrazza dei Ghiacciai di Punta Helbronner, il primo luglio
1999,
alla presenza di alcune centinaia di persone,
pubblico fedele, turisti a caccia di tintarella e alpinisti sbigottiti
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Robert
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Sean
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Paddy
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Dermott
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Emer
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Quante
volte unarpa è risuonata in terra dIrlanda,
e quanti arpisti hanno cantato le gesta degli eroi, le vicende
di re e guerrieri, lo scorrere del tempo, lo sferzare del
mare e del vento, la magia delle stagioni!
La dominazione straniera ha
sentito lo spirito di libertà fremere nelle melodie
antiche, ha visto lanimo del popolo acceso dai canti
dei padri e ne ha avuto timore. I ricordi, lorgoglio,
il passato devono scomparire; larpa deve tacere. Così
per secoli larpa ha taciuto.
Ma nel luglio 1792 a Belfast,
larpa ancora fu chiamata a suonare, davanti ad altri
uomini che non avevano dimenticato. Per tre giorni il Festival
risvegliò lontane coscienze e fece fremere cuori ormai
rassegnati.
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Nel luglio del 1792 si svolse a Belfast
un evento destinato a diventare una tappa fondamentale della
musica irlandese. Su interessamento di alcuni gentiluomini
irlandesi, fondatori della Belfast Harp Society
ed intenzionati a salvaguardare le ultime testimonianze della
cultura orale gaelica, venne organizzato il Great Belfast
Harp Festival. Non era questa la prima iniziativa del genere:
a Grenard, nel 1781, un evento analogo era avvenuto, ed i
tempi già lasciavano intravedere il Celtic Revival
che nellOttocento infiammerà i cuori di tanti
uomini di cultura irlandesi. Al Festival di Belfast si presentarono
dieci musicisti, sei dei quali ormai ciechi e sette oltre
i cinquantanni, gli ultimi discendenti di quei Bardi
che da secoli ricoprivano in Irlanda una posizione chiave
dal punto di vista culturale, e che così duramente
erano stati perseguitati dagli invasori inglesi, ansiosi di
cancellare ogni traccia dellantica cultura celtica.
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PADDY
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Non sei ancora stanco dalle fatiche
doggi Sir ROBERT!
Le tue mani hanno ancora voglia di correre qua e là come
allegri caprioli
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ROBERT

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Capirai!
Ci vuol altro per mettere alla prova una vecchia quercia
E poi noi arpisti ci siam fatti robusti, da quando gli inglesi ci
vogliono
togliere di mezzo a tutti i costi
Ho ancora negli occhi la folla
di questoggi: quei buffi tipi di Cork, lo sguardo sognante di
quella donna che non smetteva di carezzare i capelli del figlioletto,
mentre Denis Hempson suonava le sue arie del Nord, tutta lallegria
del Sig. DERMOTT e i nostri dotti amici che scrivevano e scrivevano
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DERMOTT
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e chissà cosa scrivevano!
Mi piacerebbe sapere come da quei segni possano saltar fuori la
tristezza e il divertimento. Questa gente che studia sul continente
non finirà mai di stupirmi
"
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ROBERT
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Sei
dunque scettico? Ti dirò, anchio stento a comprendere
lopera di questo Edward Bunting, ma sento che la sua passione
è sincera. Sig.ra EMER che ne dite? Fate udire la vostra voce,
altrimenti questo nostro incontro diventerà la fiera del brontolio
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EMER
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col rischio che qualcuno si addormenti col suo strumento per guanciale (a SEAN,
che sta per addormentarsi abbracciato al bodhrán). Anchio conosco laria
del Cigno fatato, il figlio della luna, che oggi abbiamo riascoltato. Seguitemi
dunque
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Fra gli organizzatori cera Edward Bunting,
allora diciannovenne, organista in una chiesa di Belfast ed incaricato
di trascrivere i brani ascoltati, dopo essere stato chiaramente
diffidato dal-laggiungere di propria iniziativa una sola nota
estranea alle antiche melodie. Assistito dallarpista
Arthur O Neill e dagli altri partecipanti Bunting trascrisse
sessantasei melodie, quasi tutte inedite, che diedero vita al volume
Ancient Irish Music (1796). Quasi nessuno degli arpisti
conosceva lorigine delle melodie che suonava, e questa è
testimonianza sufficiente della loro antichità.
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EMER
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Non
vi sembra che la nostra serata si tenga ben lontano dal brontolio?" |
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PADDY
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Buona
musica, buona birra e una piacevole compagnia!" |
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SEAN
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una
bella serata anche per raccontare una storia!" |
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ROBERT
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Debbo
forse accettare questa deliberata provocazione? Conoscete che intendo
dire
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| SEAN |
O
certo, conosco bene certe vecchie formule: nessun arpista osa tirarsi
indietro quando gli vien fatto notare che è una serata da storie.
E sono sicuro che il vostro uditorio avrà di che essere soddisfatto." |
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| ROBERT |
Eccomi
dunque alla maniera dei bardi antichi (racconta accompagnandosi collarpa;
accennando il canto, verso il termine il flauto si unisce nellintrodurre
il brano) Si dice che un anziano viaggiatore, dovendo in una notte
di luna traversare la foresta fra Cork e Dublino, giunto nei pressi
di una radura fu attratto da suoni sommessi, cosicché, vinto
dalla curiosità, abbandonò il sentiero
ed in breve trovò dinazi a sé il Piccolo Popolo riunito
in festa: fate ed elfi danzavano invitanti mentre nellaria una
musica dolce si fondeva agli aromi succulenti. Poco mancò che,
nellestasi della melodia, cadesse preda dellincantesimo
(una notte passata a danzare con le fate equivale a sette anni del
mondo comune!): corse di nuovo sul suo sentiero e risolutamente giunse
al paese. Il giorno seguente, memore del fatto, trascrisse le poche
note ascoltate e su queste compose quel canto che tutti conosciamo
come The Coulin. |
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Il
Festival di Belfast, vinto da Charles Fanning con la melodia The
Coolin, eseguita con una serie di variazioni (tale premio
gli fruttò dieci ghinee, mentre a tutti gli altri ne andarono
sei), fu occasione di incontro fra musicisti di ogni parte dIrlanda
e di Scozia. Tutti i partecipanti, dopo la fine del Festival, furono
per più giorni ospiti del dottor Mac Donnell, uno degli organizzatori,
ed ebbero modo di scambiar fra di loro e con il pubblico intervenuto
musiche, stili, tecniche. Lo stesso pubblico, composto per la maggior
parte da musicisti e da amanti della musica tradizionale irlandese,
visse con profondo coinvolgimento questo evento. E non ci è
difficile immaginare larpista Robert ONeill che una
sera, ospite di Sean e di sua moglie Emer, in compagnia dei pittoreschi
Dermott e Paddy
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| PADDY |
Questa
è Sally gardens: il nostro DERMOTT vuol forse farci intendere
che non tutti in amore possono vantare la fortuna del Sig Burns
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| DERMOTT |
Non
parliamone! Se vi raccontassi
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| PADDY |
Unaltra
volta? Ti prego lascia perdere. Suona piuttosto. Conosco le tue disavventure
amorose perfino meglio della marcia di Brian Boru!" |
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| SEAN |
E
così, Sir ROBERT, la serata volge alla sua fine. Credo che
potremo ritirarci a dormire, domani avremo ancora molta musica da
suonare e da ascoltare
Ma ciò non sia prima daver
reso ancora il debito omaggio al nostro Carolan!" |
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| ROBERT |
Mi
par giusto. Che larpa torni a far udire il suo canto! Ispiri
in noi tutti e nei figli dei nostri figli quei sentimenti che furono
già di uomini grandi. E come per Carolan lintrecciare
le melodie del nostro popolo con la sapienza musicale dei grandi
Bardi fu il principio di una nuova arte, così possa essere
per la nostra stessa vita, che, sempre nuova e mai uguale a se stessa,
intrecci la semplicità di ogni nuovo giorno con la saggezza
dei giorni passati. Amici, suonate con me!
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